Cina e attrattività: tra fragili equilibri e nuovi nodi da sciogliere

Ad inizio febbraio, secondo il proprio calendario lunare, la Cina è entrata nel segno zodiacale della Tigre, simbolo di dinamismo e coraggio. In effetti, tali caratteristiche non sono mancate a Pechino, che ha dato avvio alle Olimpiadi invernali, ottenendo così il record di essere la prima città al mondo ad avere ospitato, oltre ai giochi olimpici invernali, anche l’edizione dei giochi olimpici estivi nel lontano 2008.

A Pechino 2022 sembra che non si disputino solo competizioni sportive ma anche una competizione geopolitica, dal momento che la presente edizione dei giochi olimpici appare come un ulteriore mezzo per la Cina di presentarsi al mondo in modo diverso e a tratti antitetica a quella vista con i Giochi di Pechino 2008.

Le Olimpiadi estive del 2008 si sono tenute in una fase di grande crescita per la Cina (solo poco dopo frenata dalla crisi Lehman Brothers dello stesso anno), dove quest’ultima intendeva mostrarsi al mondo come una nazione aperta che dava il benvenuto ai tantissimi stranieri venuti a tifare la propria squadra; quest’anno, invece, la cornice dei giochi è profondamente diversa.

A causa della perdurante pandemia Covid 19 e della politica di tolleranza zero applicata dalla Cina, Pechino 2022 è una città a due facce. Da una parte vi sono i giochi olimpici all’interno della “bolla Olimpica” e dall’altra vi è la realtà cinese, con 14 giorni di quarantena in hotel anti-covid, previsti anche per i vaccinati con tre dosi e con altri 7 giorni in osservazione in altro hotel se si proviene dall’estero; sempre che si sia fortunati a trovare posto nei pochi voli rimasti che collegano la Cina all’Europa.

Sul fronte della politica estera, le Olimpiadi si confermano una vetrina strategica per la Cina. Nonostante, infatti, il boicottaggio diplomatico suggerito dagli Stati Uniti, più di 30 leader politici mondiali hanno partecipato alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici, confermando l’importanza strategica che può avere la Cina.

Tra i presenti c’era il Presidente russo Vladimir Putin che ha avuto modo di incontrare in bilaterale il Presidente Xi e firmare accordi commerciali per un valore di oltre 115 miliardi di dollari, tra cui si cita l’accordo con durata trentennale per la fornitura di gas alla Cina da Mosca attraverso un nuovo gasdotto. Alla cooperazione commerciale, si aggiunge poi l’alleanza politica, come testimonia la lunga dichiarazione congiunta di reciproco sostegno ad esito dell’incontro bilaterale tra i due Presidenti nel giorno dell’inaugurazione olimpica, ancorché la Cina abbia interesse ad una stabilità nell’area europea, dopo la competizione commerciale con gli Stati Uniti.

Sempre tra i presenti all’inaugurazione olimpica vi era il leader argentino Alberto Fernandez, che ha concordato con Xi un piano di cooperazione quinquennale, per la diversificazione del commercio e degli investimenti in settori quali il commercio, l’agricoltura e l’energia. A proposito di energia, va citato anche il recente accordo siglato dalla China National Nuclear Corp (CNNC), società cinese interamente detenuta dallo Stato con l’Argentina per la costruzione della centrale nucleare Atucha III per 8 miliardi di dollari, utilizzando la tecnologia cinese Hualong One, rilanciando un accordo che era in stallo da anni.

Il corso del tempo e le future scelte strategiche determineranno col tempo i vincitori di questo gioco geopolitico nella grande scacchiera internazionale che si svolge nel periodo olimpico. Al momento, se proprio occorre identificare i vincitori, questi possono essere identificati sul piano sportivo. Tra questi, spicca Eilen Gu, l’atleta nata negli Stati Uniti e di origine sino-americana, che nel 2019 ha deciso di rappresentare la Cina (questo Stato che non riconosce la doppia cittadinanza), vincendo a Pechino 2022 ben due ori olimpici, l’uno nel big air e l’altro nell'halfpipe.

Oggi, il suo merito sportivo, ma anche la sua storia di affermazione di rappresentare il colosso cinese, al posto degli Stati Uniti, la rende una tra le atlete più pagate dei giochi olimpici, contando già sponsorizzazioni da più di venti gruppi multinazionali, tra cui Anta, JD.com, China Mobile, but Estée Lauder, Cadillac, Louis Vuitton, Tiffany & Co, Victoria’s Secret e la Bank of China, per un valore contrattuale di oltre 200 milioni di RMB (l’equivalente di più di 27 milioni di Euro).

Il valore dei giochi olimpici è dunque anche molto forte per la comunità cinese. Si conta che questi giochi avvicineranno agli sport invernali oltre 300 milioni di cinesi, una grandissima opportunità per l’Italia che sarà la prossima organizzatrice con i giochi a Milano/Cortina.

L’auspicio è che questo passaggio di testimone tra Pechino e Milano come città ospitanti i giochi possa aiutare al ripristino dei voli diretti tra le due città, a partire da quelli operati dal vettore di bandiera cinese Air China, su cui da tempo sta lavorando la nostra Ambasciata a Pechino.

Inoltre, è certamente da accogliere la proposta della comunità d’affari italiana in Cina di rivedere la presenza della Cina all’interno dei Paesi dell’”Elenco E”, uno dei cinque elenchi in cui sono stati classificati i vari Paesi del mondo da parte delle autorità italiane in relazione alla libertà dei cittadini di spostarsi durante la pandemia. Ad oggi, chi proviene dalla Cina, paese covid free, e si reca in Europa dove la pandemia registra nuovi picchi, è soggetto alla quarantena, pur provenendo da una parte di mondo dove il virus è stato assai contenuto, in ragione del principio di reciprocità. Quindi un manager, che intenda recarsi in Italia e poi tornare in Cina, è soggetto a circa un mese di isolamento, prima di poter tornare a lavorare in azienda, creando importanti danni economici.

A ciò si aggiunge che per gli Stati dell’Elenco E, le regole per l’accesso e per lo spostamento interno non sono uniformi, in quanto dipendono dalle determinazioni delle singole autorità governative.

In conclusione, la Cina di Pechino 2022 vive una nuova sfida sul piano internazionale, che include l’esigenza del contenimento del Covid, e soprattutto la ridefinizione della propria strategia di crescita nella gestione dei propri rapporti internazionali, tra Mosca e l’occidente. La sfida non è certo semplice, ma le vittorie olimpiche della Cina aprono la via all’ottimismo per questo Stato.

 

A cura di: Avv. Carlo D’Andrea, Vice Presidente della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina